Le esperienze WAW
Cosa aumenta le probabilità di vedere un animale, e di vederlo bene
Non esiste una combinazione che garantisca un incontro: la fauna selvatica non segue un copione. Ma dove ti apposti, con cosa osservi e in che ambiente ti trovi cambiano davvero le probabilità di incrociare una specie e di vederla con calma, invece che per un attimo o non vederla affatto.
Cosa pesa di più
Tre fattori principali, non uno
Lo stesso animale, nella stessa stagione, può regalare un incontro lungo e tranquillo in una struttura e restare invisibile in un'altra a pochi chilometri di distanza. Il motivo, quasi sempre, sta nell'incrocio fra dove ti apposti, con cosa osservi e in che ambiente ti trovi: sono i tre fattori su cui una struttura può lavorare davvero. Poi contano anche la stagione, l'orario della giornata e — va detto — un po' di fortuna: nessuno di questi tre, da solo, li sostituisce.
1 · Da dove
Il punto di osservazione
Torretta, capanno, parete schermante, pontile... la struttura da cui osservi decide quanto ti avvicini e quanto ti fai notare.
2 · Con cosa
Lo strumento di osservazione
Binocolo, visore notturno, ottica termica... e soprattutto: pensato per il giorno o per il buio.
3 · Dove ti trovi
L'habitat
Un bosco maturo o una zona umida sana ospitano più specie e più animali di un ambiente povero o degradato.
Una combinazione che funziona bene
Un esempio di formula vincente
Non è l'unica che funziona, ma fa capire bene il principio: una torretta in legno affacciata su una pozza d'acqua, con un visore termico a disposizione, mette insieme i tre fattori nel modo giusto. La postazione rialzata riduce il rumore e l'odore che gli animali percepiscono, il termico rende visibile l'attività notturna che a occhio nudo resta invisibile, e la pozza d'acqua è un punto dove la fauna si avvicina da sola per bere — non perché richiamata. Da soli, questi elementi aiutano già; messi insieme in un unico luogo aumentano molto le probabilità di un incontro tranquillo, di giorno come di notte.
Torretta in legno Visore termico Pozza d'acqua
Perché lo facciamo
Aumentare le probabilità, non forzare l'incontro
Tutto quello che c'è su questa pagina serve ad aumentare le probabilità di osservare bene una specie, mai a garantirle. Non è un dettaglio: lo scopo di WAW non è l'avvistamento a tutti i costi, ma la biodiversità e la conservazione delle specie. Una buona struttura accompagna gli animali nel loro ambiente, non li insegue.
Per questo su WAW è vietato in modo assoluto richiamare o attirare la fauna selvatica al solo scopo di vederla — richiami sonori, esche, luci dirette o qualsiasi altra forma di disturbo. Le tecniche descritte in questa pagina lavorano tutte allo stesso modo: si scelgono postazione, strumento e habitat dove l'animale si muove già per conto suo, e si aspetta con pazienza. Se un giorno non si vede nulla, va bene così: vuol dire che la fauna ha continuato a vivere indisturbata, che resta comunque l'obiettivo.
1 · Da dove si osserva
I punti di osservazione
Una torretta, un capanno chiuso, una postazione mimetizzata nell'erba o un semplice punto panoramico non attrezzato offrono esperienze molto diverse, anche per lo stesso animale: cambia quanto ti avvicini, quanto ti fai notare e quanto puoi restare fermo e in silenzio. WAW distingue 8 tipologie di punto di osservazione.
Piattaforma di osservazione
Una superficie attrezzata, rialzata o delimitata, per sostare e osservare da un punto favorevole.
Torretta di osservazione
Una struttura verticale e sopraelevata, con scala o rampa, per un campo visivo ampio e dominante.
Capanno di osservazione
Una struttura chiusa o semi-chiusa con feritoie, pensata per osservare senza farsi notare.
Parete schermante
Una barriera fissa con aperture che schermano l'osservatore, senza creare un ambiente chiuso.
Pontile / passerella
Un percorso attrezzato che permette di avanzare in zone umide, canneti o rive altrimenti inaccessibili.
Alloggio osservatorio
Un'unità ricettiva da cui si osserva la fauna direttamente, grazie a finestre, terrazze o affacci dedicati.
Postazione mimetica
Una postazione leggera e mimetizzata con l'ambiente, per ridurre al minimo la presenza umana percepita.
Punto di osservazione naturale
Un luogo non costruito ma naturalmente favorevole alla vista della fauna, come una radura o un'altura.
2 · Con cosa si osserva
Gli strumenti di osservazione
Binocoli, visori notturni, ottiche termiche, fototrappole o strumenti per la micro-osservazione non sono intercambiabili: ognuno apre una finestra diversa sulla giornata.
Di giorno un binocolo qualunque può bastare. Ma al calar del buio la luce sparisce del tutto: senza un visore notturno o una termocamera, di notte semplicemente non si vede nulla, in nessun capanno e in nessun bosco. Il badge su ogni scheda indica per quale momento è pensato — è la differenza fra vedere e non vedere nulla.
Ottiche diurne analogiche
GiornoBinocoli, monocoli e cannocchiali terrestri tradizionali.
Ottiche diurne digitali
GiornoBinocoli e cannocchiali digitali con display, zoom elettronico e possibilità di registrazione.
Ottiche crepuscolari / a bassa luminosità
Alba e tramontoStrumenti pensati per le ore di luce debole, come alba e tramonto.
Visori notturni
NotteDispositivi digitali o a intensificazione di luce per osservare al buio.
Ottiche termiche
NotteTermocamere, monocoli e binocoli termici che rilevano il calore emesso dagli animali.
Strumenti per la micro-osservazione
GiornoLenti di ingrandimento, visori macro e microscopi portatili o digitali.
Strumenti di rilevamento acustico
Giorno e notteMicrofoni direzionali, registratori ambientali e bat detector.
Fototrappole / sistemi di osservazione remota
Giorno e notteFototrappole e videocamere automatiche che documentano il passaggio degli animali anche in assenza dell'osservatore.
3 · In che ambiente
Gli habitat
Un bosco maturo, un'area umida o un semplice specchio d'acqua vicino alla struttura cambiano radicalmente quante specie diverse si possono incontrare: è la salute e la biodiversità del luogo, non solo la sua bellezza, a fare la differenza fra un habitat che mantiene fauna e uno che la ospita solo di passaggio.
Boschi e aree boscate
Fustaie, cedui, boschetti e macchie alberate: la copertura arborea che ospita più specie diverse.
Prati, pascoli e radure
Prati, pascoli e radure non intensivi, ricchi di fiori spontanei e insetti, frequentati all'alba e al tramonto.
Siepi, filari, arbusti e margini vegetati
Confini vegetali, filari e arbusteti: riparo, nidi e corridoi di passaggio per piccola fauna e uccelli.
Alberi maturi, alberi cavi e legno morto
Alberi vecchi, cavità e legno morto: rifugi indispensabili per pipistrelli, picchi e insetti xilofagi.
Stagni, laghetti e piccoli specchi d'acqua
Acque calme che attirano anfibi, libellule e uccelli acquatici tutto l'anno.
Fiumi, torrenti e altri corsi d'acqua
Fiumi e torrenti: corridoi ecologici che concentrano fauna lungo le loro sponde.
Zone umide
Paludi, canneti e acquitrini: fra gli habitat più ricchi di specie e più minacciati in Italia.
Ambienti rocciosi, muretti a secco e pietraie
Rocce, pietraie e muretti a secco: rifugio per rettili e piccoli mammiferi, punti di caccia per i predatori.
Aree agricole e coltivi
Campi, oliveti e vigneti: habitat prezioso per uccelli e piccoli mammiferi quando la gestione è a bassa intensità.
Giardini e aree verdi naturalistiche
Giardini gestiti a favore della fauna, con specie autoctone, rifugi e niente pesticidi.