Gli habitat: l'ambiente che circonda la struttura
Non conta solo il punto da cui si osserva o lo strumento che si ha in mano: conta anche dove ci si trova. Un bosco maturo, un’area umida o un semplice specchio d’acqua vicino alla struttura cambiano radicalmente quante specie si possono incontrare. WAW distingue 10 tipologie di habitat: eccole, riconoscibili anche solo dall’immagine.
Boschi e aree boscate
Fustaie, cedui, boschetti e macchie alberate: la copertura arborea che ospita più specie diverse.
Prati, pascoli e radure
Prati, pascoli e radure non intensivi, ricchi di fiori spontanei e insetti, frequentati all'alba e al tramonto.
Siepi, filari, arbusti e margini vegetati
Confini vegetali, filari e arbusteti: riparo, nidi e corridoi di passaggio per piccola fauna e uccelli.
Alberi maturi, alberi cavi e legno morto
Alberi vecchi, cavità e legno morto: rifugi indispensabili per pipistrelli, picchi e insetti xilofagi.
Stagni, laghetti e piccoli specchi d'acqua
Acque calme che attirano anfibi, libellule e uccelli acquatici tutto l'anno.
Fiumi, torrenti e altri corsi d'acqua
Fiumi e torrenti: corridoi ecologici che concentrano fauna lungo le loro sponde.
Zone umide
Paludi, canneti e acquitrini: fra gli habitat più ricchi di specie e più minacciati in Italia.
Ambienti rocciosi, muretti a secco e pietraie
Rocce, pietraie e muretti a secco: rifugio per rettili e piccoli mammiferi, punti di caccia per i predatori.
Aree agricole e coltivi
Campi, oliveti e vigneti: habitat prezioso per uccelli e piccoli mammiferi quando la gestione è a bassa intensità.
Giardini e aree verdi naturalistiche
Giardini gestiti a favore della fauna, con specie autoctone, rifugi e niente pesticidi.