Osservare

La notte è un altro bosco: osservare dopo il tramonto senza disturbare

Buona parte della fauna italiana e attiva quando noi dormiamo. Uscire di notte cambia tutto: quello che si sente, quello che si vede e soprattutto i danni che si possono fare.

Gufo reale (Bubo bubo)
Foto: Imran Shah from Islamabad, Pakistan - Wikimedia Commons

Nel catalogo della fauna osservabile in Italia le specie attive di notte o al crepuscolo sono migliaia. Significa che chi esce solo di giorno vede una parte del bosco, e nemmeno la più affollata.

Chi si incontra davvero

Le presenze notturne più frequenti non sono quelle che ci si aspetta. In ordine di probabilita: volpe, tasso, istrice, i pipistrelli intorno ai lampioni e alle radure, e i rapaci notturni, che quasi sempre si sentono soltanto. Il gufo reale è il più grande d'Europa e il suo verso profondo si porta lontanissimo nelle notti ferme.

La luce è il problema principale

Una torcia bianca puntata addosso a un animale notturno non lo spaventa soltanto: lo acceca per parecchi minuti. Un animale accecato in un bosco buio si muove male, può ferirsi, e nel caso di un rapace può perdere la caccia della notte.

Le regole pratiche sono tre:

  1. Usa la luce rossa, che disturba molto meno la visione notturna, tua e loro.
  2. Tieni la luce bassa, puntata al suolo davanti ai piedi, non davanti a te.
  3. Non illuminare mai un animale in faccia, nemmeno per una foto. Se non riesci a fotografarlo senza abbagliarlo, quella foto non va fatta.

Gli occhi si abituano, se glielo permetti

Alla vista umana servono circa venti minuti di buio per raggiungere la sensibilità piena, e bastano due secondi di torcia bianca per azzerarli. Chi resta al buio davvero, dopo mezz ora vede molto più di quanto crede, soprattutto con la luna.

Il suono diventa lo strumento principale

Di notte si osserva soprattutto con le orecchie. Vale la pena imparare quattro o cinque versi prima di uscire: e la differenza fra una passeggiata al buio e un'uscita in cui capisci cosa sta succedendo intorno a te.

Sicurezza, che non è un dettaglio

Non uscire da solo la prima volta, dillo a qualcuno, porta una torcia di scorta e resta su percorsi che conosci di giorno. Le strutture della rete che propongono uscite notturne lo fanno con chi il posto lo conosce al buio: e il modo più sensato di cominciare.

Fonti

  • ISPRA, indicazioni sul disturbo antropico alla fauna selvatica
  • Letteratura sull'inquinamento luminoso e i suoi effetti sui chirotteri e sui rapaci notturni

Domande frequenti

Che torcia si usa per l'osservazione notturna?

Una torcia a luce rossa, tenuta bassa e puntata al suolo. La luce bianca acceca gli animali notturni per diversi minuti e azzera anche l'adattamento al buio dell'osservatore.

Quanto tempo serve perché gli occhi si abituino al buio?

Circa venti minuti per raggiungere la sensibilità piena. Bastano pochi secondi di luce bianca per perderla completamente.

Quali animali si incontrano più spesso di notte in Italia?

Volpe, tasso e istrice sono i più frequenti, insieme ai pipistrelli. I rapaci notturni si sentono molto più spesso di quanto si vedano.