Conoscere le specie
La salamandra pezzata: l'anfibio che esce quando tutti rientrano
Nera e gialla, lenta, inconfondibile: la salamandra pezzata si mostra nelle notti umide d'autunno. Dove cercarla, perche' quei colori sono un avvertimento, e perche' non va mai raccolta.
Ci sono animali che si osservano al sole e altri che bisogna aspettare al buio, sotto la pioggia. La
salamandra pezzata appartiene al secondo gruppo: la si incontra nelle notti umide, quando esce dai suoi rifugi e cammina lenta sul fondo dei boschi. Il suo nero lucido macchiato di giallo la rende impossibile da confondere.
Quando e dove
La salamandra pezzata ama i boschi umidi collinari e montani, vicino a ruscelli e sorgenti. Esce soprattutto dopo la pioggia, con temperature miti, spesso in autunno e in primavera. Nelle notti secche e fredde resta nascosta. Una passeggiata serale in un bosco umido, dopo un temporale, e' il modo migliore per incontrarla.
Perche' quei colori
Il giallo acceso su fondo nero non e' un vezzo: e' un avvertimento. La salamandra produce sulla pelle sostanze irritanti, e i colori vistosi comunicano ai predatori "sono cattiva da mangiare". E' un linguaggio antico chiamato aposematismo, lo stesso di api e vespe.
Guardare, non toccare
La pelle degli anfibi e' sottile, permeabile e delicatissima: assorbe cio' che tocca. Le mani umane, anche pulite, portano creme, sali e residui che per un anfibio sono nocivi, e le secrezioni della salamandra a loro volta irritano noi. La regola e' semplice e vale per tutti gli anfibi: si guarda, si fotografa, non si raccoglie. Se una salamandra sta attraversando una strada e la si vuole aiutare, la si sposta con una foglia larga o con le mani bagnate, nel senso in cui stava andando.
Fonti
- Societas Herpetologica Italica, biologia e conservazione degli anfibi italiani
- ISPRA, stato di conservazione degli anfibi in Italia
Domande frequenti
Quando si vede la salamandra pezzata?
Nelle notti umide e miti, soprattutto in autunno e primavera, nei boschi collinari e montani vicino all'acqua. Dopo la pioggia esce allo scoperto; nelle notti secche resta nascosta.
Si puo' prendere in mano?
Meglio di no. La pelle degli anfibi e' delicata e assorbe cio' che tocca: le mani umane possono danneggiarla, e le sue secrezioni irritano noi. Si osserva e si fotografa senza raccoglierla.